Convegno sulla mobilità

Migranti, ricchezza umana

Lunedì 3 febbraio ad Oristano il seminario «Non si tratta solo di migranti».

Il racconto della mobilità umana tra realtà e percezione, organizzato dalla delegazione regionale Caritas Sardegna, da Migrantes regionale, dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna e dall’Ucsi Sardegna.Un seminario che nasce dalla necessità di riflettere sul fenomeno della mobilità umana, «tema ghiotto per le campagne elettorali, foriero di paure ancestrali rispetto alla diversità e al diverso, che rischia di es-sere sempre più manipolato strumentalmente e non conosciuto per l’effettivo dato di realtà – spiega il delegato regionale Caritas Sardegna Raffaele Callia– persone che vengono nel nostro Paese per ragioni diverse - migrazioni forzate, fuga dalla miseria, ricerca di libertà - e che continuano ad andar via dalle nostre comunità, fra cui gli stessi sardi, soprattutto per mancanza di alternative».Il delegato Caritas sottolinea come oggi più che mai «si abbia il dovere di fornire un’informazione obiettiva che presenti il tema nella sua complessità, senza semplificazioni e banalizzazioni, senza mistificare la realtà. Un’informazione rigorosa dal punto di vista scientifico e rispettosa in ogni caso della dignità della persona umana, di ogni persona». Da qui, l’idea di proporre un seminario di approfondimento per i giornalisti e per tutti gli operatori che si occupano di tali argomenti, «con l’obiettivo di
fornire una narrazione diversa rispetto a quelle in circolazione, in particolare nel complesso mondo dei social network». «Questa iniziativa interpastorale, frutto della collaborazione tra gli uffici regionali Caritas e Migrantes – spiega padre Stefano Messina, incaricato regionale di Migrantes – intende riflettere su come raccontare l’aspetto della ricchezza umana e culturale di cui i migranti sono portatori: una buona comunicazione capace di favorire l’integrazione». Ciò che manca nel nostro paese, continua l’incaricato «è proprio la capacità di promuovere un percorso di reale integrazione, con cui costruire progettualità concrete, a lungo termine, che non si fermino alla prima accoglienza».
Progettualità «che favoriscano una conoscenza reciproca, premessa indispensabile per costruire una società basata sullo sviluppo umano integrale e sulla giustizia sociale».
Dopo i saluti di monsignor Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e vescovo delegato per Migrantes della Conferenza episcopale sarda, di monsignor Giovanni Paolo Zedda, vescovo delegato per il servi-zio della carità della Conferenza episcopale sarda, di Andrea Pala, presidente Ucsi (Unione cattolici stam-pa italiana) Sardegna, introdurranno i lavori Padre Stefano Messina, incaricato regionale di Migrantes e Raffaele Callia, delegato regionale Caritas Sardegna.A seguire, le relazioni di Simone Varisco, curatore del «Rapporto immigrazione» della Fondazione Migrantes, su «Un quadro di riferimento dell’immigra-zione oggi»; di Delfina Licata, curatrice del «Rapporto Italiani nel mondo» della Fondazione Migrantes su «L’attualità dell’emigrazione italiana nel mondo» e di Nello Scavo, inviato di Avvenire, su «Comunicare la mobilità umana, oltre le percezioni». Co-ordinerà l’iniziativa Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna.

Tratto da Libertà n.4 - 2020

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